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    Group: MemberPosts: 125 Location: dubbia Status:  | |
| Effettivamente suona un po' strano. Di solito la canzone è il mezzo della dedica. Di solito sei tu che dedichi una canzone a qualcuno o a qualcosa. Non tu che dedichi qualcosa a una canzone. E invece, a 'sto giro, va così. Visto che Gaia si appresta a rispolverare "One", io rispolvero quello che avevo scritto l'anno scorso su questo brano, tentando di immaginare il contesto ambientale in cui era nato. Non i motivi o cosa ci fosse dietro, ma cosa c'era durante. E' tutto sommato abbastanza breve e pieno di riflessioni tra me e me, ma rileggendolo a distanza, ho trovato potesse essere interessante. E allora ho pensato di regalarvelo. Quella cartella orami gli stava un po' stretta...
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Ti guardi attorno nella grigia penombra che spesso accompagna il monotono tempo dei bilanci. L'anta dell'armadio cigola mossa dal vento. E' viva. Non c'è altra spiegazione. Lo fa solo quando sa di infastidirti! Sposti lo sguardo. Sono due mesi che hai tolto quel quadro. Non ti era mai piaciuto. Poi hai scoperto che il chiodo è molto più interessante. Sparsi attorno, i tuoi pensieri. Uno per ogni carezza ricevuta. Per ogni illusione che non fosse l'ultima. I pensieri sono come le cazzate che hai in cantina. Non sai mai quanti ne hai finchè non li metti in ordine. Ma questo è un altro discorso.... Ora ecccoli lì. Alcuni a terra, alcuni in volo. Il vento li muove e li confonde. E fa cigolare l'anta. Non importa. Lasci che faccia. Perchè questo è il tuo momento. Ti rendi improvvisamente conto della verità più banale. In piedi si ragiona in un modo. Sdraiati in un altro. O, più semplicemente, in piedi si parla alla realtà e sdraiati si parla ai sogni, perchè in piedi si guarda la terra mentre sdraiati si guarda il cielo. Sì, credo sia questo il motivo per cui ai comizi tutti parlano in piedi. Ma anche questo è un altro discorso.... I sogni dicevamo. Da sdraiata li puoi quasi toccare, anzi, a volte lo fai. E' una sensazione strana; quasi come toccare se stessi... Qualcosa a metà tra l'autoerotismo e il pizzicotto per vedere se sei sveglia. Oltre l'anta, avvolta in una tenda tinta di rosa da un sole più che mai narciso, c'è la finestra, a separarti da sogni mai conquistati. Al di là, tutti quelli che non si sono innamorati di te, quelli che "resto fuori perchè fumo" o quelli che "la mamma mi ha detto non parlare e non andare con chi gli sconosciuti perchè ci sono persone cattive che i sogni li prendono e non li danno più indietro." Al di qua, chiusi tra quattro certezze, ci siete solo tu e quelli che, invece, hai fatto tuoi. Che si lasciano vivere e che, paradosssalmente, per questo, ti fanno anche un po' rabbia. Perchè il sogno che si consuma inevitabilmente consuma un po' anche te. E proprio te, andandosene, lascia su quel letto, a guardare il chiodo senza quadro. E un po' più in là l'armadio a cigolare di una noia che forse è anche tua. E, infine, la finestra a ricordarti del mondo. Accanto a te, un cuscino stropicciato e quello che resta di un foglio. Inchiostro fresco e schegge di vita. Raccogli i tuoi pensieri, ed esci. E' tempo di sopravvivere. Anche oggi. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Faffa |